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Informativa PEC

Inserito il Dec 9, 2009 Condividi

Se non volete gettare 2 soldi per email che poi non funzionano sul dominio principale usato da anni, leggete con attenzione.

Qualche consiglio!

Tempo fà avevamo parlato di PEC
pec e una realtà tutta e solo italiana/
evidenziando alcune stranezze sulla medesima a livello legale e burocratico.
Da qualche tempo i blog del settore, gli illuminanti, non stanno più seguendo la vicenda e a breve, da quanto sembra, alcuni dovranno obbligatoriamente decidere come e dove attivare la PEC per il proprio studio professionale.

Quell’articolo era stato concluso con la frase:
Perchè noi non la offriamo?
Perchè per offrirla, come fanno molti ns competitor, dobbiamo attivarci presso un fornitore PEC accreditato e pertanto diventare rivenditori.
Se proprio dovessimo scegliere un fornitore si attiverebbe il contratto presso coloro che sono stati all’avanguardia in questo settore e hanno una
struttura consolidata a livello di PEC..chi sono questi? sono, ahimè..mi dispiace dirlo, quelli di aruba
Purtroppo siamo arrivati al “dunque” e dovendo andare incontro alle esigenze
dei ns clienti, stiamo pensando che fare… E’ dura ingoiare il boccone del rivendere il servizio. Vedremo che fare a anno nuovo.

A titolo informativo

Le possibilità di attivazione sono:

1) attivare caselle di posta su dominio di secondo livello
(email@nomedominio.it)
2) attivare caselle di posta su dominio di terzo livello
(email@pec.nomeodminio.it)

Il ns consiglio è di attivare caselle di posta su dominio di terzo livello per un semplice fatto, dedicare la PEC a determinati indirizzi di posta senza intaccare in nessun modo la funzionalità di caselle di posta già esistenti sul dominio di secondo livello

Esempio pratico

Ho un dominio con 5 caselle di posta già funzionanti col metodo traidzionale.
Desidero certificare il dominio. Nel momento in cui decido di certificare il dominio le caselle di posta cesseranno di funzionare e per poterle far funzionare sarà necessario chiedere la certificazione anche per queste 5.
Ogni email che vorrò creare successivamente per questo dominio, dovrò per forza farle certificare.
Dal momento della certificazione queste email non saranno più funzionanti sui ns server, non saranno più gestibili dal ns webmail, ma si dovrà utilizzare
un secondo webmail, una diversa impostazione sul proprio client di posta.

Quanto su indicato potrebbe essere semplificato se il dominio su cui si far attivare la cetificazione è un nuovo dominio, ma se è un dominio già esistente, potrei crearmi dei problemi importanti. Se su quel dominio ho 50/80 caselle di posta aziendali, il danno che vado a crearmi sarà “interessante”.

Consiglio, come da punto 2.
Chiedere l’attivazione di un dominio di terzo livello( esempio pec . dominio . it) e chiedere la certificazione su dominio di terzo livello.
In questo modo non intaccherò il funzionamento delle caselle di posta già attive e soprattutto non sarò limitato nel creare caselle di posta sul dominio
principale.
In questo modo la spesa sarà limitata, il danno sarà inesistente.
Quando attivo la PEC su (es) pec.dominio. it, dovrò farmi fornire dal certificatore la configurazione named da far inserire sul server dove è presente il dominio principale.
Tutto qui.

2 Commenti »

[…] un lungo travaglio, una dura lotta morale interna, abbiamo deciso di accontentare i clienti che spesso chiamavano e ci contattavano per […]

April 27th, 2010 | 10:04 am
Marco:

La PEC solo un vergognoso schifo all’Italiana!!!!!!

Oltre ad essere un carrozzone inutile, ma questo discorso lasciamolo giudicare alle povere società e ditte costrette a pagare l’ennesimo balzello.

Ma ciò che è davvero vergognoso è la devianza nel mercato Italiano dell’Hosting. Imponendo di fatto obblighi di 1 Milione di euro di capitale sociale per diventare gestore, quando il 99% delle aziende di hosting Italiane è molto se hanno 100mila euro di capitale sociale, si è fatto un regalo pazzesco alle pochissime aziende di hosting che invece rientrano nel milione di euro di capitale sociale, favorendo a tutti gli effetti il formarsi di un mercato di MONOPOLIO con uso ed abuso di potere dominante nel mercato dell’Hosting Italiano.

Il Gestore doveva o essere un ente governativo come il NIC per i domini che offriva allo stesso prezzo il prodotto a tutti, oppure dovevano essere aziende fuori dal mercato dell’hosting.

Se ci fosse una associazione o un ordine che difendesse le aziende di Hosting la legge che obbliga alla PEC finirebbe dritta sparata davanti alla Corte Europea!!!

June 9th, 2013 | 5:32 pm
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