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Tutta l'intervista su HostingTalk.it

Inserito il Oct 3, 2008 Condividi

Grazie Stefano. Link

Quando abbiamo intervistato Eos Net Srl, l’azienda che gestisce il marchio Serverweb.net le sorprese sono arrivate già con le prime risposte, ci aspettavamo un’azienda tipica di questo settore e abbiamo trovato una vera e propria società nata per modernizzare e implementare nel settore hosting tecnologie e competenze che appartengono in generale al mondo dei servizi aziendali mission critical. Non c’è dubbio che su questo fronte le idee in Eos Net siano molto chiare.

La storia di questa società ce la raccontano Valentina Magnani e Massimo Monari, rispettivamente CEO di Eos Net e dirigente tecnico nonchè socio della stessa: la loro avventura inizia da un raduno di professionisti informatici che hanno deciso di unire le loro competenze e creare un nuovo punto di riferimento nel mondo del webhosting. Massimo ci dice senza problemi che i loro piani hosting, quelli “preconfezionati” non funzionano molto, la maggior parte dei clienti chiede loro virtual machine personalizzate, in cui il cliente va seguito passo passo per trovare la migliore soluzione. Anche nel mondo dello shared hosting chiariscono subito come l’approccio fatto di singoli server non li soddisfi, i piani forniti attualmente, anche quelli lowcost, sono tutti attivati su cluster di macchine o in ambienti virtuali HA. Proprio l’high availability sembra esser il pallino dei tecnici di Serverweb.net, ci raccontano come l’azienda sia nata su questi presupposti e fino ad ora gli investimenti si siano concentrati quasi esclusivamente nel cercare di avere un’infrastruttura completamente ridondata e con un uptime vicino al 100%. Un’azienda che mira quindi a divenire punto di riferimento nel mondo dei servizi managed con particolare riferimento alle soluzioni che richiedono alti SLA di servizio e configurazioni high availability.

Tutte le informazioni e i piani sono disponibili su www.serverweb.net

Di seguito l’intervista a Massimo e Valentina per Eos Net Srl:

Massimo e Valentina, innanzitutto benvenuti su HostingTalk.it, potete dare una breve introduzione ai lettori su Eos Net Srl e su di voi?

Salve, prima di tutto vogliamo ringraziare per l’opportunità dataci di poter far conoscere la nostra società.

La nostra società, è nata nei primissimi mesi del 2008 quando, ad una cena in quel di Londra, in Down Street, una parallella di Piccadilly Street proprio di fianco all’Hard Rock Cafe, da non confondersi con Downing Street, presso il Ristorante Italiano Prezzo (non andateci!). In seguito ad una riunione di informatici e “para”-informatici, due responsabili di piccole società hosting, dipendenti di una società con esperienza nella consulenza informatica per aziende e il responsabile di una ditta che seguiva il mercato delle medio-grandi aziende a livello di virtualizzazione e realizzazione CED, hanno deciso di incontrarsi più volte, questa volta in Italia, per buttar giù le basi di una nuova società che accorpasse le aziende più piccole e facesse da traino, grazie ad un importante investimento, al loro mercato.

La fortuna è stata quella che alla base vi era l’amore per questo lavoro, la passione, la medesima ambizione di crescere nel settore.

Purtroppo questi fattori non bastavano per creare qualcosa che si potesse affermare nel settore, pertanto ognuno ha portato del proprio inserendo in tal progetto consulenti aziendali, fiscali e esperti del mercato dell’hosting.
Dopo 20 giorni, iniziano i lavori di “assemblaggio” dell’azienda, e, dall’unione di informatici Windows certificati (tra cui Massimo che avete conosciuto sul forum), sistemisti *nix portati all’interno da due piccole ditte di hosting, due esperti e affermati (molto) personaggi dell’hosting (ancor oggi sono all’interno dello staff come consulenti) e i consulenti aziendali, nasce la EOS NET srl, visibile online col dominio www.serverweb.net, dominio omaggiato da uno del gruppo che lo teneva da anni parcheggiato in attesa dell’occasione giusta.

Serverweb.net, qualche riga per spiegarci quale è la vostra idea dietro questo brand e dove intendete arrivare.

Il dominio era perfetto per la mission della nuova società la quale si prefiggeva alcuni precisi obiettivi per il futuro:

1)Continuare il business delle società aderenti migliorando esponenzialmente la qualità, il servizio e la stabilità.

2)Aggiungere, grazie alla sinergia di più persone, servizi nel settore dell’hosting (exchange, Vm). Servizi offerti così da una unica società.

3)Divenire un punto di riferimento in rete per le società interessate alla virtualizzazione, grazie alla certificazione VMware che i futuri soci hanno acquisito

4)Contribuire a migliorare il mondo dell’offerta hosting offrendo un hosting garantito, hosting di alta qualità e alta affidabilità grazie alla virtualizzazione VMware.

La società dopo aver sottoposto le prime offerte a partner “clienti” di rilievo, ha avuto subito un ottimo ritorno in termini di accettazione delle proposte e dell’idea virtualizzazione.
I clienti delle società incorporate hanno ben accettato la nuova politica aziendale, soprattutto per il fatto che le linee guida di base (offerte datate) non sono state modificate, ma migliorate a livello di supporto totale. I clienti “datati” hanno visto di buon occhio il fatto che non vi sarà nessuna modifica, come detto, alle linee guida. I più preoccupati erano i rivenditori i quali erano impensieriti di vedersi modificare IP, DNS personalizzati e anonimi, piani hosting, politica di contatto col cliente finale. Questi ultimi sono stati rassicurati sul fatto che nulla cambierà a livello di anonimato verso i loro clienti finali, anzi, hanno visto con gran entusiasmo la notizia nella quale si informava che i rivenditori potevano utilizzare dei loro nameserver da sostituire ai dns anonimi delle aziende.

Massimo, il nostro cuore lavorativo, lavorava come capo responsabile uffici informatici di una delle più grandi aziende italiane con una gavetta alle spalle durata ben 18 anni. Altri hanno hanno esperienza lavorativa diretta nell’hosting, come dipendenti o titolari, altri ancora hanno esperienza nel settore del software (Asp e Php), e poi abbiamo gli specialisti di Vmware.

Ovviamente date le tante persone da “sfamare” abbiamo diversi obiettivi.

Obiettivo primario è seguire le linee guida dei principali personaggi della ditta, coloro che hanno movimentato l’idea e avviato la fase di startup. Il primo obiettivo raggiunto e che dovrà migliorare ancora è offrire un servizio impeccabile di hosting, supporto attivissimo come indicato sul nostro sito (sul sito indichiamo le tempistiche di risposta per il settore business e low cost), qualità del servizio, e possiamo dire anche quantità!….solite banalità, giusto?

Quando abbiamo acquistato la struttura non abbiamo badato a spese e non è ancora finita visto che di giorno in giorno ci viene in mente qualcosa da acquistare per riuscire ad arrivare al famigerato uptime del 100% (Obiettivo sostanziale)
Altro obiettivo è quello di continuare a fare il lavoro che abbiamo sempre fatto: sistemisti linux e windows, consulenze per medio-grandi aziende, e tanto altro.

La vostra esperienza non inizia nel settore hosting, quali le ragioni che vi hanno spinto in questo settore e quale know-how volete apportare al settore con le vostre offerte?

Come potrete notare abbiamo diversi piani hosting e VM sul sito web. Speriamo che le nostre offerte incontrino il mercato e i clienti più esigenti. E’ vero che sul sito abbiamo inserito un’offerta lowcost, non potevamo non tener presente quell’aspetto dell’hosting dato che si trattava di un’offerta presente a listino già nel passato, però il nostro target è quello della HighAvailabilty e dei piani Business/Corporate.

Il piano hosting che stà incontrando maggiormente il responso della clientela è il piano B-Business. Un piano rivolto ad aziende e a webmaster che richiedono tranquillità. Per quanto riguarda le Virtual Machine, non abbiamo abbiamo avuto un buon riscontro sui piani indicati sul sito. Chi ha acquistato, per il 90%, ha richiesto una VM personalizzata contattandoci direttamente via email. La cosa che ci ha colpito di più è l’interesse visto sulla possibilità di creare una VM assolutamente paritetica ad un server dedicato:

1)quantità dischi
2)personalizzazione del partizionamento del disco
3)non obbligo di associazione pannello di controllo
4)possibilità di gestire, questo grazie alla tecnologia VMWARE, non grazie a noi, in modo
assolutamente autonomo, gli aggiornamenti della macchina.

Pensiamo che VMWARE dia la possibilità ai clienti di sentirsi realmente autonomi nel settore delle VPS.

Sinceramente i servizi offerti sono i soliti piani hosting che offre anche la concorrenza, linux con Cpanel, windows con Plesk, Virtual machine con VmWare, domini, domini con gestione dei dns e record zona, domini con forward, piani low cost che come ci siamo detti sopporto poco visto cosa c’è alla base, piano business, servizi Exchange, servizi avanzati per aziende che vanno dalla gestione di un server alla realizzazione di una struttura CED virtualizzata e non virtualizzata.

Oramai siamo tutti uguali visti davanti ad un PC. Ognuno imbastisce i suoi slogan, le sue belle frasi, le sue immagini di server, e il cliente ovviamente si sente spiazzato quando entra in rete a cercare la fatidica parola “hosting”.

Perchè le persone dovrebbero prenderci in considerazione? Potrei inserire in queste righe qualche slogan, qualche promessa, come su indicato, ma fondamentalmente posso semplicemente dire: provate, avete tempo per ripensarci. Noi abbiamo bisogno di voi pertanto sarà nostra cura fare tutto il possibile per accontentarvi. Chiedeteci tutte le informazioni possibili e saremmo pronti a rispondere nei termini della nostra privacy.

Attualmente quali sono i servizi offerti e all’interno di quale datacenter vengono ospitati?

I server sono ospitati presso KPN. Speriamo a breve di aprire un’altro punto presso INET, presso il loro nuovo Data Center (2data-center= disaster recovery + cluster in rete= uptime 110 e lode).
Il data-center KPN è fornito di proprie ridondanze come tutti sapranno e abbiamo voluto sfruttarle al 100%. Poiché è inutile avere alle spalle un Data-center ridondato senza aver a tua volta un rack ridondato a livello di linea e alimentazione, abbiamo deciso di investire anche in tal senso. Doppia linea e doppia alimentazione.

Mi avete parlato dell’acquisizione di realtà più piccole del settore hosting, quali problemi comporta solitamente quest’operazione a livello tecnico e commerciale?

Tutto lo studio e la fattibilità della cosa è stata facilitata da vari fattori.

1)Le aziende erano ben gestite a livello di contabilità, gestione clienti, gestione server, offerte.

2)Piccole realtà, pertanto minor problema di gestione del trasferimento e comunicazione con i clienti.

3)Non vi è stata una acquisizione di quote societarie, bensì una implementazione di soci, i quali spostano i clienti a livello fiscale, con i dovuti accorgimenti legali, ovviamente.La vicenda è stata seguita soprattutto dai dai due consulenti (1 fiscale, 1 aziendale) i quali una volta che hanno ricevuto il benestare dagli altri soci, si son prodigati per sistemare le situazioni.

A livello commerciale abbiamo dovuto rassicurare i “vecchi” clienti sul fatto che nessuna politica aziendale venisse modificata (contratti e clausole non modificati, prezzi non modificati, tipologia di supporto modificato in positivo).

Il problema più grosso è stato quello di gestire i rivenditori, i più preoccupati per un discorso di privacy, anonimato dei nameserver e whois. Una volta chiariti questi punti con i clienti, abbiamo dovuto studiare come gestire il discorso tecnico. Spostarli su nuovi server oppure lasciare le cose come stavano? Qui hanno scelto i clienti. Alcuni hanno scelto upgrade, altri hanno lasciato tutto come era, altri ancora hanno deciso di cambiare server però utilizzando il medesimo piano. In pratica, ciò che a noi interessava era soprattutto creare una nuova struttura, non acquisire solo per ampliare la struttura. Risorse “VECCHIE” per semplificare il lavoro futuro grazie all’esperienza.

Quali sono oggi le maggiori richiesti dei clienti per ambienti di livello professionale?

Le richieste per l’hosting sono sempre le solite a differenza delle richieste e necessità di strutture aziendali che ogni volta cambiano fisionomia. I clienti hanno richieste ben precise, alcune sicuramente attuabili, altre non attuabili
Uptime 99,95 o 100% garantito, server di posta stabile, database funzionanti, sicurezza, tempistiche di supporto, contatto umano.

Per quanto riguarda l’uptime, purtroppo pur esistendo grazie all’HA possibilità di arrivare a tali valori percentuali, vi sono nel settore informatico delle problematiche che sono assolutamente imprevedibili. Come indicato sul nostro sito è vero che un server potrebbe non esser più visualizzabile se si rompe il cluster, se si rompono n Hd, se si rompono n ventole, se si bruciano n ram, ma l’imprevedibilità dell’hardware è reale e nulla può fare in modo che ciò accada, basti pensare anche al problema ENEL di 2 anni fa. Chi avrebbe mai pensato ad un down rete elettrica del genere? E il problema del Mix di pochi mesi fa? O il problema stesso di Kpnqwest sempre di poche mesi fa? O di ThePlanet?

A breve avremo a disposizione una struttura così composta:
virtualizzazione del settore hosting (ogni server su 3 macchine), storage a cascata con dati replicati in cluster raid su 3 storage MD3000i, si potrà parlare di uptime garantito quasi al 100%.
Ma è vero che è garantibile al 100% o quasi? Si può avere una struttura ridondata, esagerata, ma poi subentra un altro problema nell’hosting condiviso, quello dei siti web ospitati (loro contenuto) sui server. Può bastare un sito web con qualche cms non aggiornato per creare qualche problema.
E’ vero che sui server vi sono molte sicurezze, ma purtroppo alcune non vengono implementate al 100% per il problema funzionalità script (cms in primis). Ecco fatto che un piccolo bug crea un loop o un invio di email intasando il mail server ed ecco fatto che l’uptime diminuisce.

La posta e la sua stabilità la fa quasi da padrona in questo settore, molto più che la stabilità del webserver. Le richieste riguardano moltissimo il funzionamento degli antivirus e antispam. Ultimamente i clienti hanno il gran problema che con alcuni servizi non ricevono le email catalogate come spam dagli RBL. Noi abbiamo ovviato a questo problema utilizzando alcune sintassi utili per far comunque recapitare le email ai clienti anche se identificate come SPAM, il cliente decide cosa farne, se lasciarle in qualche casella di posta oppure farle cancellare in entrata, un po’ come fà spamassasin. In pratica per l’antispam si può utilizzare solo spamassasin oppure un mix di spamassasin, rbl, razor,etc. Se si usano gli RBL si ha il problema su indicato a meno che intervenga modificando le impostazioni di exim e di mailenable.

Le richieste di tempistiche supporto, per semplificare le risposte, abbiamo indicato direttamente online, sul sito, tempistiche di risposta e intervento

Seppur presenti nel mondo del web il telefono sembra essere ancora un mezzo di comunicazione importante per le persone, un modo per sentire che qualcuno è vicino e che è pronto ad aiutarti, così come spesso viene visto come un modo per assicurarsi che qualcuno, dall’altra parte, c’è realmente.

Nel settore no-hosting le richieste sono legate alla virtualizzazione del proprio Ced e l’installazione di server e sistemi operativi. Stà continuando la richiesta perbackup dei dati su rete esterna.

Un parere sul settore hosting italiano, oggi c’è ancora spazio di crescita e in quale ambito?

Nel settore business a nostro giudizio c’è possibilità di crescita. Sicuramente anche nel settore low-cost, però più nel settore business e VM. Il futuro vedrà una diminuzione nei prossimi 5 anni del classico hosting a favore di hosting di estrema qualità, delle Vm e dei server dedicati
Le aziende che vogliono realmente affrontare il mondo web devono investire e pensare che il web è da paragonarsi quasi al loro ufficio/stabile. Non dico che dovranno investire nel web i soliti capitali che investono per far crescere la propria azienda a livello geografico, ma quasi. Se investono 100 per una bella vetrina, dovranno spendere 90 per un bel sito. Se spendono 100 per “allarmare” il proprio ufficio, dovranno investire 90 per la sicurezza del loro sito web, se investono 100 per pubblicizzare l’attività nella zona geografica, dovranno investirne altrettanti nel web. Il futuro oltre che a vedere un maggior interesse per la qualità, le garanzie, del settore hosting, confermerà anche il successo per le società che si occupano del settore SEO.

La virtualizzazione viene spesso vista come elemento poi necessario nel passaggio ad una infrastruttura cloud, avete intenzione di offrire in futuro anche servizi di cloud computing?

In un certo modo vengono già forniti questi servizi, ovviamente non parliamo ancora di un vero e proprio cloud.

Sicuramente l’obiettivo è quello di fornire al cliente tutti quei servizi che gli necessitano. Senza esagerare è possibile trasferire, grazie alla virtualizzazione e alla scalabilità di essa, tutto il Suo CED su una nostra struttura; fare in modo che stacchi ogni sorta di licenze exchange in ufficio per spostare tutto il lavoro exchange all’esterno, diminuendo così i costi; spostare la gestione delle fatture direttamente online e distribuire meglio il lavoro anche in diversi uffici, semplificando la gestione della contabilità e dei rapporti con i propri contabili.

Si deve arrivare al punto, Google insegna, che il lavoro viene spostato su server esterni per diminuire i costi e aumentare la velocità di calcolo e la sicurezza (ovvio che non si parla di rete pubblica aperta).

Dalle tue risposte mi sembra di capire che la vostra concezione di hosting sia dipendente completamente dalla necessità di soluzioni HA, quale futuro si auspica quindi per i servizi lowcost e quale significato pensi possa assumere, per voi, come per il resto del mercato, il termine “hosting condiviso”?

L’hosting condiviso dovrà essere solo 1 gradino sotto alla qualità delle Vm. Per il resto l’hosting dovrà andare verso l’HA assoluta, più costoso sicuramente, ma stabile. Una struttura in HA costa. Solo per partire, i costi sono di qualche decina di migliaia di euro.
Internamente, chi si occupa di hosting, pensa che l’azienda o il rivenditore che ha bisogno di servizi web dovrebbe cercare soluzioni di hosting condiviso e non VM o server dedicati, visto che ognuno deve fare il proprio mestiere e non può dall’oggi al domani diventare un mini sistemista. Un server dedicato o una Vm se pur managed, non sarà mai controllato/a come un un server per l’hosting condiviso, anche se c’è da precisare che i server dedicati o le Vm difficilmente possono avere le problematiche di un server per l’hosting condiviso. Mi scuso per il discorso un po’ arzigogolato, ma per iscritto è molto difficile esprimere questo punto.
La richiesta dell’HA per l’hosting condiviso e ovviamente per le Vm, è stata la prima cosa che è stata gettata sul piatto da chi si occupava da anni di hosting. Hanno da subito precisato che avrebbero portato avanti il discorso societario solo se la priorità massima era l’HA.
In pratica erano stanchi di passare il tempo a controllare bilanciamenti, hardware, uptime e perciò hanno voluto da subito che l’azienda investisse in tal senso per cercare di vivere questo settore con minor stress. All’inizio si doveva decidere se spendere il minimo indispensabile per fare hosting (2 server, 1 switch, 1 firewall, un po’ di banda, ¼ di rack) oppure esagerare e acquistare consulenza Dell e VmWare, hardware certificato, rack interi, banda aperta, storage a gogo, switch ridondati, etc. L’amministrazione, inizialmente non molto contenta visti i costi, ha accettato la soluzione esagerata.
Pensiamo, se tutto va bene, nell’arco di un anno di riuscire a coronare il sogno dei nostri signori dell’hosting: virtualizzazione assoluta (server, Vm, Storage, Firewall, Switch) in HA su minimo 3 nodi dedicati per servizio e l’apertura di una strutturina presso Inet per il Disaster recovery con cluster in rete (da Kpn a Inet e viceversa).

Come lavorate all’interno del team, avete una suddivisione dei ruoli specifica anche nell’allestimento dei progetti?

I ruoli sono divisi soprattutto per i sistemisti. Vi è una divisione tra i “linuxiani” e gli “windowsiani” . Ognuno segue il suo sitema operativo preferito anche se poi ognuno è pronto ad aiutare l’altro per qualsiasi cosa. Può capitare che chi segue cPanel sia impegnato col commerciale o con l’amministrazione e se si deve intervenire su un server cPanel o c’è da controllare una Vm linux, il collega windows si alza e interviene.

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